giovedì 17 gennaio 2013

last time...


Quella fu l’ultima volta che ci parlammo e nessuno dei due lo sapeva. 
Non lo sappiamo mai, vero? 
Almeno avevamo finito scambiandoci parole d’affetto. 
Mi resta questo.
 Non è molto, ma è qualcosa. 
Ad altri va peggio. 
È quello che mi dico nelle lunghe notti in cui non riesco a dormire. 
Ad altri va peggio.


Stephen King, Duma key.

mercoledì 16 gennaio 2013

a reading life


L’unico lusso che si permette è comprare libri, tascabili, soprattutto romanzi, romanzi americani, romanzi britannici, romanzi stranieri tradotti, ma alla fine i libri non sono tanto un lusso quanto una necessità, e leggere è una malattia da cui non vuole essere curato." — Sunset Park, Paul Auster

martedì 8 gennaio 2013

Senza speranze e senza futuro


Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. 
Studiammo.
 Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”. 
Lo imparammo. 
Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”. 
Ci convinsero e lasciammo perdere. 
Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. 
Ricominciammo a sperare, disperati. 
Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. 
Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. 
Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. 
Lottammo per difendere quel non lavoro. 
Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. 
Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ’60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”. 
E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre.
 Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. 
A quel punto non potevamo mica ucciderli. 
Così emigrammo. 
Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. 
Ci sentimmo finalmente a casa. 
Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. 
Allora ci dissero: “Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”. 
A quel punto non potemmo che rispondere:
 “Andatevene affanculo!”

domenica 6 gennaio 2013

Life


Accadono cose che sono come domande,
passa un minuto, oppure anni,
 e poi la vita risponde.

Disordine


La mia camera è un disastro:
 maglioni, calzini, foto, cd, coperte, pupazzi, libri.
 E poi sopra al letto ci sono io, 
forse la cosa più disordinata di tutte.

Al mattino


Per me era alla mattina che si faceva l’amore, non alla notte.
Alla notte si facevano le cose più assurde , le più sporche, i sorrisi maligni e le parole volgari , che sarebbero ritornate alla mente il giorno dopo in mezzo alla folla, cercando di tenerle nascoste perfino a se stessi.
La mattina aveva qualcosa di diverso. Non c’erano corteggiamenti o allusioni, non si rideva e non si scherzava, ci si guardava solamente, ci si accarezzava , nel silenzio.
Le corazze di entrambi erano ancora ai lati del letto, nessuno li aveva fatti ancora arrabbiare, nessuno aveva passato una giornata stressante o ricevuto brutte notizie, nessuno era incerto sui propri sentimenti, o aveva tradito, o aveva visto una più bella o bello.
Alla mattina era solo amore.





Deborah Simeone

Quello che voglio io


Adesso ti dirò cosa voglio io:
 io voglio qualcuno che riesca a farmi ridere, 
qualcuno di cui mi possa fidare, 
qualcuno che mi desideri.. 
E per me è davvero molto, molto importante,
 che queste tre persone non si conoscano affatto.